feb 212012
 
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Carnevale
Roma, 1788.
Johann Wolfang Goethe è in viaggio in Italia e si trova a Roma.
Durante il suo soggiorno partecipa al Carnevale e racconta lo spettacolo a cui ha assistito con estrema dovizia di particolari. Trapela da questo racconto lo stupore davanti a quei giorni di follia, ma anche il fascino di godere di uno spettacolo unico nel suo genere. Goethe ci parla dei luohi, delle maschere e di tutto il rituale proprio di questi giorni.
E il suo racconto ci fa rivivere un carnevale di tanto tempo fa.
Cominciamo il racconto. Buona lettura!

“Nell’intraprendere la descrizione del carnevale di Roma, dobbiamo aspettarci un’obiezione: che cioè una festa di simil genere non possa veramente prestarsi ad una descrizione.
(….)
Ancora più seria apparirà l’obiezione, quando noi stessi avremo confessato che il carnevale di Roma non può offrire un’impressione né completa né piacevole, né rallegrare propriamente gli occhi, né soddisfare lo spirito del forestiero che lo veda per la prima volta e che del resto non può far altro che vederlo.
La via lunga e stretta, in cui si rincorre una calca innumerevole di persone, non si può nemmeno abbracciar tutta con l’occhio: si può distinguere tutt’al più qualche particolare, in mezzo al tumulto che passa sotto i nostri sguardi. Il movimento è sempre quello, il frastuono assordante, e la serata finisce con una sensazione di scontento (….)
Il carnevale di Roma non è precisamente una festa che si offre al popolo, ma una festa che Continue reading »