mar 022013
 
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Per augurarvi un buon weekend vi propongo questa mia personale interpretazione della celebre poesia del D’Annunzio “La pioggia sul pineto” tradotta con Google Translate.

Di seguito al video troverete il testo tradotto e sotto ancora il testo originale.

Buon divertimento e sane risate!!!

Nando :-)

 

Musica di introduzione:
“Flower” A reflective and warm introduction featuring acoustic piano leads to an introspective and contemplative mood.
Composer: Orlando Lanzini Album: Dreamland – mfv010. Link:

link di download


LA PIOGGIA SUL PINETO

Silenziosamente.

Su le Soglie del legno non Odo detto Che Umane paroles, Continue reading »

ott 072012
 
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Pe’ conclude ‘sta domenica ve posto ‘na poesia dell’Amico mio Sergio, pe’ fasse du’ risate ma pure pe’ riflette!!

Grazie Sergio!

Votre Ila :-)

 

Er Troll

Ce sta ‘n fregnone, che se crede fico, 
che rompe li coijoni a tutti quanti,
e persino su’ madre ner vedello
de subito penzò:” ‘mmazza che schifo”

Annò ‘n cucina pe se mette i guanti
pe’ nun toccà co ‘e mani ’sta schifezza,
(che c’ha la merda ar posto der cervello)
e lo gettò ner sacco d’a monnezza
(…e fece sentì zozzo pure quello.)

Se sarvò. Nun se sa com’è successo,
ma è certo che l’ignaro salvatore
se potesse vedè che cosa è adesso
se sentirebbe strignere ner core,
e vorrebbe gettarlo giù ner cesso.

Se diverte a scoccià le mejo donne
che c’hanno un blogghe ricco de dorcezza
e le tempesta co’ parole immonde,
sto’ sacco pieno solo de monnezza.

E spruzza la sua bile all’avvilita
blogger che innanzi a lui tace o protesta
pe’ la su’ prosa sporca e scimunita.
Lercia com’er cervello che c’ha ‘n testa.

E nun se renne conto st’infelice
che se volesse fa’ ‘na cosa bella
l’unica bella in tutta la su’ vita…
che se sparasse co’ na rivoltella!

Sergio Bertoni

http://sergioberto.blog.tiscali.it

mag 052012
 
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Divertente video sulla celebre poesia del Manzoni Il 5 maggio in versione rap. La voce è  quella di Theodore, il noto Chipmunk  di “Alvin & the Chipmunks”.

Buon divertimento!!!




Ei fu. As property,
given the mortal breath,
remained oblivious to the bare
eyed from time to breath,
well beaten, stunned
the land is to the nuncio,
thinking about the last changes
UoM fatal hour;
no one knows when such a
foot footprint of death
its bloody dust
will be to trample on.
Striking him in the diesel oil
saw my genius, and was silent;
when, instead constant,
fell, and lay resources,
a thousand voices to Sonito
its not mixed:
maiden servant of commendation
and cowardly outrage,
rises immediately or moved to
disappear from time to haul;
and loosens the urn a song
maybe he will not die.
From the Alps to the Pyramids,
Manzanares from the Rhine,
the safe journey of the lightning
I held back the wildfire;
burst from the Tanais to Scylla,
from one to another in March
It was true glory? For posterity
will judge: nui
chiniam the front of the Maximum
Maker, who wanted him in
creator of his spirit
Štampar larger footprint.
The stormy and anxious
joy of a great design,
the anxiety of a heart that is intractable
serves, thinking the kingdom;
and comes and takes a prize
that it was madness to hope;
and tried all the glory
after the most danger,
the escape and victory,
the palace and the sad exile;
twice in the dust,
twice on the high.
He named it and, two centuries,
one against the other armed
subdued him turned,
As waiting fate;
fe and silence, and referee
he sat down among them.
It disappeared, and the day in idleness
closed in so short a bank,
sign of immense envy
and deep piety,
inestinguibil of hate
and an indomitable love.
As the head of the shipwrecked
s’avvolve and weighs the wave,
the wave on which the poor,
High and tight just now,
scorrea sight to discern
remote brave in vain;
The soul of such a combination
of memories came down.
Oh how many times to posterity
narrating himself businesses,
and sull’eterne pages
fell tired man!
Oh how many times, the tacit
one day die of inert
lie close to the rays of lightning,
sen folded her arms,
stood, and that day were
assailed the haunts!
And the thought of moving
tents, and struck the valleys,
Lightning and handpieces,
and the wave of horses,
and agitated empire
fast and obey.
Ouch! Perhaps much agony
fell the spirit yearn,
and despair, but valid
came a man from heaven,
and more breathable air
carried the pious;
and began, flourishing pei
path with the hope
the eternal fields, the premium
that advances the desires,
where silence and darkness
the glory that passed.
Beautiful Immortal! Beneficial
Faith triumphs accustomed to!
Write this one also, happy!
because prouder height
the dishonor of Golgotha
never can be bent.
You tired from the ashes
ria sperdi each word:
the God who inspires and lands,
that hurries and consoles
the deserted coltrice
next to him put down.

il testo inglese non è altro che la brutale traduzione dall’italiano tramite Google Translate :mrgreen:

L’originale:

Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro,
così percossa, attonita
la terra al nunzio sta,
muta pensando all’ultima
ora dell’uom fatale;
né sa quando una simile
orma di piè mortale
la sua cruenta polvere
a calpestar verrà.
Lui folgorante in solio
vide il mio genio e tacque;
quando, con vece assidua,
cadde, risorse e giacque,
di mille voci al sònito
mista la sua non ha:
vergin di servo encomio
e di codardo oltraggio,
sorge or commosso al sùbito
sparir di tanto raggio;
e scioglie all’urna un cantico
che forse non morrà.
Dall’Alpi alle Piramidi,
dal Manzanarre al Reno,
di quel securo il fulmine
tenea dietro al baleno;
scoppiò da Scilla al Tanai,
dall’uno all’altro mar.
Fu vera gloria? Ai posteri
l’ardua sentenza: nui
chiniam la fronte al Massimo
Fattor, che volle in lui
del creator suo spirito
più vasta orma stampar.
La procellosa e trepida
gioia d’un gran disegno,
l’ansia d’un cor che indocile
serve, pensando al regno;
e il giunge, e tiene un premio
ch’era follia sperar;
tutto ei provò: la gloria
maggior dopo il periglio,
la fuga e la vittoria,
la reggia e il tristo esiglio;
due volte nella polvere,
due volte sull’altar.
Ei si nomò: due secoli,
l’un contro l’altro armato,
sommessi a lui si volsero,
come aspettando il fato;
ei fè silenzio, ed arbitro
s’assise in mezzo a lor.
E sparve, e i dì nell’ozio
chiuse in sì breve sponda,
segno d’immensa invidia
e di pietà profonda,
d’inestinguibil odio
e d’indomato amor.
Come sul capo al naufrago
l’onda s’avvolve e pesa,
l’onda su cui del misero,
alta pur dianzi e tesa,
scorrea la vista a scernere
prode remote invan;
tal su quell’alma il cumulo
delle memorie scese.
Oh quante volte ai posteri
narrar se stesso imprese,
e sull’eterne pagine
cadde la stanca man!
Oh quante volte, al tacito
morir d’un giorno inerte,
chinati i rai fulminei,
le braccia al sen conserte,
stette, e dei dì che furono
l’assalse il sovvenir!
E ripensò le mobili
tende, e i percossi valli,
e il lampo dè manipoli,
e l’onda dei cavalli,
e il concitato imperio
e il celere ubbidir.
Ahi! Forse a tanto strazio
cadde lo spirto anelo,
e disperò; ma valida
venne una man dal cielo,
e in più spirabil aere
pietosa il trasportò;
e l’avviò, pei floridi
sentier della speranza,
ai campi eterni, al premio
che i desideri avanza,
dov’è silenzio e tenebre
la gloria che passò.
Bella Immortal! Benefica
Fede ai trionfi avvezza!
Scrivi ancor questo, allegrati;
ché più superba altezza
al disonor del Gòlgota
giammai non si chinò.
Tu dalle stanche ceneri
sperdi ogni ria parola:
il Dio che atterra e suscita,
che affanna e che consola,
sulla deserta coltrice
accanto a lui posò.

feb 152012
 
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Mi presento amici, sono Ferdinando Balla, ma voi potete chiamarmi direttamente Er Nando. Ringrazio Ilari per avermi invitato a scrivere qui e per la stima dimostrata nello spronarmi a mettere su carta le mie poesie ed i miei scritti. Magari ne uscirà un libro, chissà! Questa che vi propongo è la prima poesia che ho scritto in assoluto. In molti non la comprenderanno, ne sono conscio, ma che volete, so’ ermetico! … e d’avanguardia!
Spero continuerete a seguirmi, buona serata a tutti!

er Nando

TI USCIRE DI QUI

Ti uscire di qui,
io credo in voi,
credo come tu mi fare in
Ti uscire di qui,
si può sempre contare su di me
Sempre tenendo fuori,
so che il tempo sembra essersi fermato
Ma presto andremo nella direzione della libertà
Una banda invisibile ..
Ci tiene insieme per sempre fisso
No spade, nessun fuoco potrà mai dividerci
Siamo fratelli, e fratelli sono per sempre
Ti uscire
Ti uscire di qui
Sempre tenendo fuori

Ferdinando Balla detto Er Nando