feb 212012
 
Numero visite :1927

Carnevale
Roma, 1788.
Johann Wolfang Goethe è in viaggio in Italia e si trova a Roma.
Durante il suo soggiorno partecipa al Carnevale e racconta lo spettacolo a cui ha assistito con estrema dovizia di particolari. Trapela da questo racconto lo stupore davanti a quei giorni di follia, ma anche il fascino di godere di uno spettacolo unico nel suo genere. Goethe ci parla dei luohi, delle maschere e di tutto il rituale proprio di questi giorni.
E il suo racconto ci fa rivivere un carnevale di tanto tempo fa.
Cominciamo il racconto. Buona lettura!

“Nell’intraprendere la descrizione del carnevale di Roma, dobbiamo aspettarci un’obiezione: che cioè una festa di simil genere non possa veramente prestarsi ad una descrizione.
(….)
Ancora più seria apparirà l’obiezione, quando noi stessi avremo confessato che il carnevale di Roma non può offrire un’impressione né completa né piacevole, né rallegrare propriamente gli occhi, né soddisfare lo spirito del forestiero che lo veda per la prima volta e che del resto non può far altro che vederlo.
La via lunga e stretta, in cui si rincorre una calca innumerevole di persone, non si può nemmeno abbracciar tutta con l’occhio: si può distinguere tutt’al più qualche particolare, in mezzo al tumulto che passa sotto i nostri sguardi. Il movimento è sempre quello, il frastuono assordante, e la serata finisce con una sensazione di scontento (….)
Il carnevale di Roma non è precisamente una festa che si offre al popolo, ma una festa che Continue reading »

feb 162012
 
Numero visite :1754

“Il Carnevale di Roma non è precisamente una festa che si offre al popolo, ma una festa che il popolo offre a sé stesso” (Goethe)

Con queste parole Goethe definisce la particolarità dei festeggiamenti del carnevale romano, che colpiva sempre molto profondamente tutti gli stranieri che assistevano a questi giorni di follia, anche da semplici spettatori, cogliendo appieno il carattere più speciale di questa festa caratterizzata da una fortissima partecipazione popolare.
Il Carnevale era un evento molto atteso: era il tempo della festa, dello spettacolo, del teatro, ma soprattutto del sovvertimento dell’ordine sociale; era il tempo in cui ci si poteva dimenticare della miseria e della crudeltà della vita e ci si poteva prendere gioco di tutto e tutti. Migliaia di persone dalle più svariate estrazioni sociali si mescolavano indistintamente per le strade dando vita a quella trasgressione carnevalesca che ogni anno bandi e avvisi papali tentavano di regimentare.
Fino alla metà del quattrocento circa i festeggiamenti si svolgevano sul Monte Testaccio, considerato secondo un’antica leggenda, il luogo originario della città.

Carnevale al Corso - Ippolito Caffi (Ippolito Caffi, Carnevale al Corso)

Fu Papa Paolo II, nel 1466, a trasferire il carnevale dai prati di Testaccio alla Via Lata (che poi si chiamerà del Corso proprio a causa di uno degli eventi del Carnevale) che rimarrà fino alla metà dell’Ottocento il luogo centrale del carnevale romano.
I festeggiamenti del Carnevale si concentravano nella settimana precedente l’inizio della quaresima e avevano un cerimoniale preciso e ben scandito da eventi e feste spontanee ma che seguivano un ordine fisso.
L’inizio era dato dal corteo ufficiale delle autorità e delle maschere lungo la via Lata, trasformando di fatto la strada in un teatro all’aperto che permetteva di ammirare teatrini improvvisati e maschere tradizionali ma anche ispirate alla vita quotidiana. Continue reading »

feb 152012
 
Numero visite :1113

Da oggi un nuovo amico scriverà su queste pagine. Ferdinando Balla, conosciuto ai più come Nando è un poeta scrittore emergente che con il suo modo criptico di esprimersi in versi farà sicuramente strada. Siamo onorati di averlo qui fra noi e spero che anche voi, amati lettori, apprezzerete le sue composizioni.

Benvenuto Nando!!!

Ilari

 Posted by at 13:46
feb 132012
 
Numero visite :1307

 

UDINE – C’è una sagoma sull’asfalto, ma non è di quelle per la sicurezza stradale, è qualcosa di diverso. Questa notizia è arrivata subito ad Antonio Chiumento, che da oltre 35 anni si occupa di avvistamenti ufo. La vicenda si svolge a Udine, con precisione sulla Napoleonica, una strada che ne percorre la provincia. Leonard D’Andrea, un operaio della caffaro, stava percorrendo la strada, quando si è visto costretto a fermarsi: «Ho notato delle macchine ferme, mi sono accodato – racconta D’Andrea – sul momento pensavo a un incidente. Ma quando sono sceso, ho notato che davanti a tre macchine c’era una strana creatura che camminava lungo la strada. Era alta circa quattro metri ed era silenziosa». Così D’Andrea prova ad avvisare i suoi familiari, ma i cellulari non prendevano. Il testimone impugna una torcia e inquadra la creatura, che aveva un colore grigiastro e delle lunghe gambe curve: «Mentre la illuminavo, ha notato che la testa aveva una forma tondeggiante e che terminava a forma conica. Questa creatura “camminava” sulla strada, non curandosi minimamente delle auto ferme e delle persone – ricorda d’Andrea – Davanti a me c’era una Mazda con una famiglia. La madre ha tenuto nascosti i due figli dietro i sedili, mentre alle mie spalle due ragazze volevano chiamare il 113 ma i telefoni non andavano». Dopo la sagoma del presunto alieno è fuggita e Leonard non è riuscito a inseguirla. Anche altri cittadini hanno confermato di aver visto qualcosa di strano, ma non si capisce se si trattasse di un vero alieno o di qualcuno vestito per Carnevale.

Fonte: Leggo