mar 022013
 
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Per augurarvi un buon weekend vi propongo questa mia personale interpretazione della celebre poesia del D’Annunzio “La pioggia sul pineto” tradotta con Google Translate.

Di seguito al video troverete il testo tradotto e sotto ancora il testo originale.

Buon divertimento e sane risate!!!

Nando :-)

 

Musica di introduzione:
“Flower” A reflective and warm introduction featuring acoustic piano leads to an introspective and contemplative mood.
Composer: Orlando Lanzini Album: Dreamland – mfv010. Link:

link di download


LA PIOGGIA SUL PINETO

Silenziosamente.

Su le Soglie del legno non Odo detto Che Umane paroles,

paroles Odo ma Più un nuovo Che Parlano Gocciole e foglie Lontane.

Ascolta.

Dalle nuvole Piove poco.

Piove do le tamerici salmastre edizione bruciare

Piove suo pino

Scagliosi Irti edizione,

piove mirti divini,

i suoi do Le Ginestre abbagliante di vicini di casa,

i suoi Fiori ginestri folti di coccole Aulenti,

Piove suo silvestre

le nostre caratteristiche,

le nostre mani ignude piove Sylla,

del nostro abbigliamento Leggieri,

Su i freschi pensieri Che l’Anima schiude giovane su la favola guerre

Che va preso in giro

Che l’m’illude Oggi

odio o Ermione?

La la caduta Solitude verdura

pioggia sul difficile

dai vari

con crepitio delle Nazioni Unite

Che Nell’Aria seconda foglia Le Più raschiare,

raschiare uomini.

Ascolta.

Risponde al sangue il sang Delhi cicale

Che il sangue del Sud non impaura,

perché il ciel cinerino.

E il SUONO delle Nazioni Unite ha pini,

e il mirto SUONO Altro,

Altro e Il Ginepro ancora stromenti diversi

Sotto innumerevoli descritto.

E immerso Noi Sprit Nell Chiesa selvaggia vita d’albero

vivere il tuo ex vuole ebro di morbido di ONU foglia pioggia mangiare,

e le chiome le mangia il tuo auliscono ginestre Chia,

oh hai nome Ermione

Che creatura terrestre.

Ascolta, Ascolta.

Poco a poco Più cicale da L’Accordo Delhi atmosferico se fa

Sotto il sangue Che aumenta

ma ONU cantare la forza se Mesce roco

Che Di Più laggiù sale dall’umida ombra remota.

Più sporcizia e Più fioco s’allenta se spegne.

Solo una nota per ancorare le estremità se spegne, risorge, trema, se spegne.

Non s’ode voce del mare.

Hor s’ode SU TUTTA L’argento a la chioma crosciare pioggia monda del Che,

Che il croscio vari rami secondo a la piu folta, folta uomini.

Ascolta. La figlia Dell’Aria su muto,

ma la figlia del limo Lontane, amp rana, canta nell’ombra Più Fonda,

Colomba Chi sa, chi sa Colomba!

E piove Su le vostra ciglia,

Ermione.

Piove Su le ciglia il tuo filatura se coppia Che Pianga piacevole

ma non di come Bianca ma indirizzata verde coppia Scorza è dare da mangiare.

E Tutta la fresca aulente Noi e nella vita,

che verrà da Petter cuor non pesca intatta consegnato palpebre Le richieste rapporto Occhi rea mangiare forte ul l’erbe,

mi sono seduto trascurato ciotola rea ??mangiare mandorle bruscamente.

Dalle Ande agli dèi Fratta Fratta, jewelery Congiunti disciolti

(e il Verdi di energia grezza ci allaccia

i tagli c’intrica i ginocchi)

Dove Chi sa, chi sa Colomba!

E i ty Piove

nostre caratteristiche silvani,

piove nostro mani ignude Silla,

il suo Leggieri il nostro abbigliamento,

do i freschi pensieri Che l’Anima schiude giovane su la favola va

guerre m’illuse Che, Che t’illude Oggi o Ermione.

Silenziosamente.

Su le Soglie del legno non Odo detto Che Umane paroles,

paroles Odo ma Più un nuovo Che Parlano Gocciole e foglie Lontane.

Ascolta.

Dalle nuvole Piove poco.

Piove do le tamerici salmastre edizione bruciare

Piove suo pino

Scagliosi Irti edizione,

piove mirti divini,

i suoi do Le Ginestre abbagliante di vicini di casa,

i suoi Fiori ginestri folti di coccole Aulenti,

Piove suo silvestre

le nostre caratteristiche,

le nostre mani ignude piove Sylla,

del nostro abbigliamento Leggieri,

Su i freschi pensieri Che l’Anima schiude giovane su la favola guerre

Che va preso in giro

Che l’m’illude Oggi

odio o Ermione?

La la caduta Solitude verdura

pioggia sul difficile

dai vari

con crepitio delle Nazioni Unite

Che Nell’Aria seconda foglia Le Più raschiare,

raschiare uomini.

Ascolta.

Risponde al sangue il sang Delhi cicale

Che il sangue del Sud non impaura,

perché il ciel cinerino.

E il SUONO delle Nazioni Unite ha pini,

e il mirto SUONO Altro,

Altro e Il Ginepro ancora stromenti diversi

Sotto innumerevoli descritto.

E immerso Noi Sprit Nell Chiesa selvaggia vita d’albero

vivere il tuo ex vuole ebro di morbido di ONU foglia pioggia mangiare,

e le chiome le mangia il tuo auliscono ginestre Chia,

oh hai nome Ermione

Che creatura terrestre.

Ascolta, Ascolta.

Poco a poco Più cicale da L’Accordo Delhi atmosferico se fa

Sotto il sangue Che aumenta

ma ONU cantare la forza se Mesce roco

Che Di Più laggiù sale dall’umida ombra remota.

Più sporcizia e Più fioco s’allenta se spegne.

Solo una nota per ancorare le estremità se spegne, risorge, trema, se spegne.

Non s’ode voce del mare.

Hor s’ode SU TUTTA L’argento a la chioma crosciare pioggia monda del Che,

Che il croscio vari rami secondo a la piu folta, folta uomini.

Ascolta. La figlia Dell’Aria su muto,

ma la figlia del limo Lontane, amp rana, canta nell’ombra Più Fonda,

Colomba Chi sa, chi sa Colomba!

E piove Su le vostra ciglia,

Ermione.

Piove Su le ciglia il tuo filatura se coppia Che Pianga piacevole

ma non di come Bianca ma indirizzata verde coppia Scorza è dare da mangiare.

E Tutta la fresca aulente Noi e nella vita,

che verrà da Petter cuor non pesca intatta consegnato palpebre Le richieste rapporto Occhi rea mangiare forte ul l’erbe,

mi sono seduto trascurato ciotola rea ??mangiare mandorle bruscamente.

Dalle Ande agli dèi Fratta Fratta, jewelery Congiunti disciolti

(e il Verdi di energia grezza ci allaccia

i tagli c’intrica i ginocchi)

Dove Chi sa, chi sa Colomba!

E i ty Piove

nostre caratteristiche silvani,

piove nostro mani ignude Silla,

il suo Leggieri il nostro abbigliamento,

do i freschi pensieri Che l’Anima schiude giovane su la favola va

guerre m’illuse Che, Che t’illude Oggi o Ermione.

TESTO ORIGINALE:

Taci.

Su le soglie del bosco non odo parole che dici umane;

ma odo parole più nuove che parlano gocciole e foglie lontane.
Ascolta.

Piove dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici salmastre ed arse,
piove sui pini scagliosi ed irti,
piove sui mirti divini,
su le ginestre fulgenti di fiori accolti,
sui ginestri folti di coccole aulenti,
piove sui nostri volti silvani,
piove sulle nostre mani ignude,
sui nostri vestimenti leggieri,
su i freschi pensieri che l’anima schiude novella,
su la favola bella che ieri l’illuse,

che oggi m’illude,
o Ermione
Odi?

La pioggia cade su la solitaria verdura con un crepitio che dura

e varia nell’aria secondo le fronde più rade, men rade.
Ascolta.

Risponde al pianto il canto delle cicale
che il pianto australe non impaura, nè il ciel cinerino.
E il pino ha un suono,

e il mirto altro suono,

e il ginepro altro ancora,

stromenti  diversi sotto innumerevoli dita.
E immersi noi siam nello spirto silvestre,
d’arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro è molle di pioggia come un foglia,
e le tue chiome auliscono come le chiare ginestre,
o creatura terrestre che hai nome Ermione.
Ascolta, ascolta.

L’accordo delle aeree cicale a poco a poco più sordo si fa

sotto il  pianto che cresce;
ma un canto vi si mesce più roco che di laggiù sale,
dall’umida ombra remota.
Più sordo e più fioco s’allenta, si spegne.
Sola una nota ancora trema, si spegne, risorge, treme, si spegne.
Non s’ode voce del mare.
Or s’ode su tutta la fronda crosciare l’argentea pioggia che monda,
il croscio che varia secondo la fronda più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell’aria è muta;

ma la figlia del limo lontane,
la rana,
canta nell’ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia, Ermione.
Piove su le tue ciglia nere sì che par tu pianga
ma di piacere;

non bianca ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca aulente,
il cuor nel petto è come pesca intatta,
tra le palpebre gli occhi son come polle tra l’erbe,
i denti negli alveoli son come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
(e il verde vigor rude ci allaccia i malleoli c’intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri volti silvani,
piove sulle nostre mani ignude,
sui nostri vestimenti leggieri,
su i freschi pensieri che l’anima schiude novella,
su la favola bella che ieri m’illuse,

che oggi t’illude,
o Ermione.

 

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Ferdinando Balla detto er Nando

Mi presento amici, sono Ferdinando Balla, ma voi potete chiamarmi direttamente Er Nando. Ringrazio Ilari per avermi invitato a scrivere qui e per la stima dimostrata nello spronarmi a mettere su carta le mie poesie ed i miei scritti. Magari ne uscirà un libro, chissà! Questa che vi propongo è la prima poesia che ho scritto in assoluto. In molti non la comprenderanno, ne sono conscio, ma che volete, so' ermetico! ... e d'avanguardia! Spero continuerete a seguirmi! er Nando TI USCIRE DI QUI Ti uscire di qui, io credo in voi, credo come tu mi fare in Ti uscire di qui, si può sempre contare su di me Sempre tenendo fuori, so che il tempo sembra essersi fermato Ma presto andremo nella direzione della libertà Una banda invisibile .. Ci tiene insieme per sempre fisso No spade, nessun fuoco potrà mai dividerci Siamo fratelli, e fratelli sono per sempre Ti uscire Ti uscire di qui Sempre tenendo fuori Ferdinando Balla detto Er Nando

  4 Responses to ““La pioggia sul pineto” di Gabriele D’Annunzio (elaborazione Google Translate) voce recitante: Nando Balla”

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  3. O povero Gabriele… Ahahahahah

    Piove sulla favola bella
    che ieri c’illuse, che oggi t’illude
    o Ermione…
    Che dimentichi a casa l’ombrella
    nei giorni di mezza stagione.

      (Quote)  (Reply)

    • sergio:
      O povero Gabriele… Ahahahahah

      Piove sulla favola bella
      che ieri c’illuse, che oggi t’illude
      o Ermione…
      Che dimentichi a casa l’ombrella
      nei giorni di mezza stagione.

      :-DDDDD

        (Quote)  (Reply)

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